FICO parte seconda

In quanto acronimo di Fabbrica Italiana COntadina, non poteva che incuriosirci e così, il giorno dopo ferragosto, abbiamo deciso di andare a visitare il parco agroalimentare più grande del mondo.

Avendo letto articoli su questi 10 chilometri di centro a tema alimentare e agricolo a Bologna, mi ero creata delle aspettative.

Ero curiosa di vedere la realizzazione concreta di questa fabbrica contadina. Dalle materie prime al prodotto. Dalla terra alla tavola.

Che cosa ho visto?

Ho visto un grande centro commerciale, in cui le aziende promuovono e vendono prodotti di nicchia a prezzi …di nicchia. Indubbiamente molto ben confezionati.

Ho visto fabbriche, che di contadino non hanno nulla, ferme, in locali non sempre illuminati (ma è agosto! Tutti sono in ferie!!!)

Ho visto un piccolo zoo di campagna e qualche coltivazione dimostrativa all’esterno.

Ho visto tante belle biciclette sponsorizzate che giravano dentro e fuori, su piste ciclabili e no, con, alla guida, ciclisti a volte rispettosi dei pedoni…e a volte no!

Per concludere, sono rimasta molto delusa.

Ma forse dipende dal fatto che sono abituata alla campagna, a chi si sporca le mani con la terra, semina, raccoglie, alleva, cucina e gusta il frutto del suo lavoro veramente.

Sta di fatto che di contadino a FICO ho visto soltanto un ometto virtuale che mi parlava, in modo un po’ inquietante, da dentro una teca, in prossimità di una delle sei giostre multimediali a pagamento presenti lungo il percorso.

Comunque una cosa è certa, abbiamo trascorso una bella giornata, come sempre succede quando si sta tutti insieme…

Ah, una cosa mi è piaciuta tantissimo!

Questa affettatrice. La voglioooooooo!!!!

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