An amish way of life

In quest’ultimo periodo, grazie anche all’isolamento forzato da internet, le mie riflessioni su uno stile di vita più rispettoso della persona, hanno occupato molto tempo.

A Peacock’s house il tempo trascorre piacevolmente svolgendo quelle  attività quotidiane che, seppur a volte faticose, sono mirate a far stare bene gli altri.

Accendere il fuoco al mattino appena alzati. Preparare il pane. Apparecchiare con cura. Stendere lenzuola fresche di bucato. Fermarsi a parlare con cani e gatti. Dedicare tempo alla contemplazione.

Questa è la nostra vita che, appena percorriamo qualche chilometro verso la città, sembra sbriciolarsi nel correre quotidiano, verso qualcosa di invisibile.

Tutto in accelerazione.

Sembra che qualcuno abbia dato l’ordine. E l’ordine sembra essere …

…fare in fretta!

Allora VIA!!! Tutti di fretta, sempre connessi, sempre sul pezzo. Tutti monitorati, tutti scansionati. Tutti svegli e pimpanti in quell’incedere incongruente tra indistinte voci chiassose di parole cariche di valori e atteggiamenti pieni di gesti distratti che gettano un’occhiata veloce tutt’intorno. Come le mandrie di bufali in Butcher’s Crossing , in massa dove moda vuole, tra feste e sagre quotidiane, gli spostamenti sul territorio, sotto luci e colori sgargianti.

E mentre sono di ritorno a Peacock’s house sulla mia pandina rossa, osservando quanti ci sorpassano irritati da cotanta lentezza, mi chiedo…non è che la caccia al bisonte è già iniziata e noi non ce ne siamo accorti? Perché a me, quando dalla nostra collina, di sera, guardo verso la città, sembra di scorgere le ombre di Miller, Schneider, Hoge e Andrews intorno ad un fuoco….

 

 

 

 

 

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